
Seconda conferenza cittadina organizzata dal Movimento Civico Gravinese,
ottobre 2007.
Sintesi dell’intervento del Presidente dell’ASSOciazione
Territoriale IMprenditori – CONFCOMMERCIO di Gravina in Puglia, Michele
CAPONE.
LAVORO E PRECARIATO: Al sud ed in particolar modo a
Gravina, stiamo assistendo ad una vera e propria emorragia di posti di
lavoro. Sono tantissime le famiglie che lasciano Gravina per trasferirsi
al nord in cerca di fortuna. Cosa sta facendo l’amministrazione comunale
per arginare questo triste fenomeno? Quali proposte possiamo fare per
creare occupazione e posti di lavoro?
Cosa sta’ facendo l’amministrazione per lo sviluppo
economico della citta’ non sta’ a me giudicare ma gli indici di
sviluppo di questa citta’ sono ai minimi storici, dati disponibili
presso ISTAT e la CCIAA. Assistiamo ad aziende che chiudono per andare
altrove, attratte da importanti politiche di attrazione degli investimenti
qui non attuate, di conseguenza i dati dell’emigrazione delle famiglie
segnano numeri importanti. Dati disponibili presso la direzione
dell’ufficio anagrafe del comune di Gravina in Puglia.
Forse stiamo vivendo un periodo di emigrazione superiore a quello che si
verifico’ negli anni 60. Per dimostrarlo bisognerebbe fare un lavoro
manuale presso l’ufficio anagrafe perche’ l’ automazione
dell’ufficio parte solo da circa 10 anni.
Quali proposte possiamo fare per creare occupazione e
posti di lavoro?
Per il centro storico ne abbiamo fatta una concreta supportata da molte
firme di commercianti, residenti e cittadini comuni.
Altre sono state gia’ discusse nella prima conferenza
cittadina, ma se ritenete che sia opportuno approfondire e produrre
elaborati grafici piu’ chiari l’associazione territoriale imprenditori
e’ a disposizione.
In questo mio intervento invece voglio fare questa
considerazione.
700 anni fa i nostri antenati hanno avuto capacita’
commerciali cosi’ importanti tali da insediare una delle prime fiere
d’Italia.
Oggi noi non abbiamo nemmeno il piano commerciale e quindi una zona
commerciale.
In citta’ vicine si possono aprire concessionarie di
auto, di trattori e attrezzature agricole, palazzotti del mobile,
bricolandia, maga store ecc.. e qui per mancanza di una zona commerciale
possono operare solo piccoli rivenditori collegati ai concessionari come
se fossimo un paesino di montagna.
Ma chi va’ alle fiere i rivenditori o i concessionari
?.
Sono i concessionari che su concessione delle case
madri che rappresentano hanno fondi per comprare stand, fare promozioni e
partecipare a fiere.
Se i concessionari si concentrano su altre citta’
possono 30 concessionari generare una fiera ?.
Certo che si. Vedi la fiera di Altamura senza strutture e capannoni
fieristici e’ giunta alla IV edizione , ma c’e’ anche la fiera di
Corato, di Canosa di Puglia, Bisceglie ecc…tutte comunita’ che in
passato partecipavano alla Fiera di S. Giorgio di Gravina in Puglia.
Cosa ce ne facciamo noi di bellissimi capannoni se
restano vuoti o utilizzati durante l’anno solo per manifestazioni
cittadine.
Meglio fare un palazzotto dello sport dove all’interno fai una cosa sana
che e’ lo sport e anche le manifestazioni culturali cittadine.
Se non siamo capaci a fare veramente un organizzazione fieristica che
produca manifestazioni tutto l’anno con utenza interregionale ci
conviene dare una risposta al mondo sportivo che giustamente rivendica
spazi per esercitare la loro pregevole attivita’. Facciamo dell’area
Fiera un luogo in cui ospitare la “CITTADELLA DELLO SPORT” con 4
palestre, piste e campi di pallacanestro, pallavolo, calcio ecc…
cittadella che nel periodo della Fiera di S. Giorgio sospende le sue
attivita’ per qualche giorno e fa’ la Fiera.
Abbandonare gli imprenditori e non riconoscere il loro
ruolo economico e sociale e’ stato un grave errore.
A mio modo di vedere gran parte della qualita’ della
vita dei cittadini parte dalla ricchezza economica di una citta’, basta
analizzare perche’ certe cose non si fanno, la risposta spesso e’
perche’ non ci sono i soldi e questo vale anche per la cultura. Lo sport
ecc...
Le opere pubbliche fatte con l’ulteriore
indebitamento del bilancio comunale non sono efficaci se non si sviluppa
una politica di stimoli all’investimento privato.
Perche’ la piscina comunale non si fa’?.
Perche e’ stata impostata con il meccanismo del
project financing. Cioe’ , per dirla in maniera elementare, il comune
mette a disposizione il suolo e il progetto e imprenditori privati
realizzano con i loro soldi la struttura a fronte di una gestione
decennale o piu’.
La gara e’ andata deserta.
Si e’ chiesto qualcuno perche’ gli imprenditori, gravinesi e non
gravinesi, non hanno ritenuto di investire in questa citta’
malgrado il suolo e il progetto omaggio.?
Evidentemente non siamo credibili, c’e’ poca utenza, si prospetta una
ulteriore riduzione della popolazione e del reddito pro capite, non
abbiamo presenze significative di enti e imprese medie che garantiscono
stipendi direzionali di medio livello, ecc...
Gli imprenditori altrove hanno maggior ascolto dalle
amministrazioni e questo genera fiducia in loro tale da rischiare propri
capitali per il bene comune come e’ l’utilizzo del project financing
per la costruzione di palazzetti dello sport, parcheggi, asili nido,
percorsi ferroviari, ospedali, interventi tesi alla valorizzazione del
patrimonio culturale pubblico ecc..
Se una comunita’ cresce non sempre dipende dai soldi
che ha l’amministrazione comunale, ma dalla politica economica che si
puo’ o non si puo’ adottare il quel comune.
Santeramo, Altamura, Ruvo, Corato, … hanno i palazzetti dello sport
perche’ secondo me vivono questo clima di reciproca fiducia tra le
parti politiche ed economiche.
Questo consente la presenza di squadre agonistiche dove gli imprenditori
le sponsorizzano consentendo una lunga vita allo sport.
Per tornare ai nostri antenati di 700 anni fa’, io
dico che per essere noi alla loro altezza dovremmo pensare a progettare e
realizzare un MURGIA OUTLET come la struttura del Molfetta Outlet,
come il Baricentro di Casamassima. Chi e’ stato in quei posti puo’
capire quanto piu’ avanti di noi stanno quelle comunita’.
Oggi le fiere, diversamente da come erano concepite 700
anni fa’ sono riempite di importanti acquirenti che si vanno a prendere
in aereo dalla Russia, dalla Cina dall’India.
Questi acquirenti hanno il Molfetta Outlet dedicato solo a loro e quel
giorno chiuso per tutti. Sono accompagnati da hostess che li affiancano
anche negli acquisti.
Poi tornano con due aerei, uno per loro e l’altro pieno di prodotti made
in Italy.
Nel frattempo parte della giornata l’hanno trascorsa affollando musei,
ristoranti e alberghi lasciando molta moneta fresca che viene da fuori
Italia ad arricchire un piccolo lungimirante territorio e portandosi
dietro un ricordo bello dei luoghi che prima o poi torneranno a visitare
da soli.
Leggevo sul forum lo stupore manifestato da molti per
l’estate Altamurana, spero abbiate letto la mia risposta.
Ad Altamura hanno sfruttato uno strumento di finanziamento comunitario che
prevede la costituzione di un Gruppo di Azione Locale (GAL ) composto da
enti pubblici e privati. Qui con i privati non si colloquia e i GAL non si
fanno.
Sono ben € 5.000.000,00 da spendere in marketing territoriale e i
concerti, i momenti di aggregazione, le fiere ecc. fanno parte del
marketing territoriale.
Ci hanno detto che se il settore imprenditoriale
artigiano agro alimentare cittadino non si aggregava in cooperativa o
consorzio non avremmo potuto avere sostegno ( non economico)
dall’amministrazione comunale. Noi abbiamo costituito il Consorzio
Operatori Agro alimentare della Murgia e siamo stati abbandonati malgrado
ogni giorno entrano nuovi soci, eravamo 8 siamo diventati 19 in 18 mesi.
Auspicavamo supporto da questa amministrazione, ma lo
abbiamo da altre in cui risiedono alcuni nostri partner o soci che con noi
mettono in piedi DISTRETTI INDUSTRIALI voluti e programmati dall’
assessorato alle attivita’ produttive della Regione Puglia.
Il piccolo comune di Gioia del Colle nella persona del
Sindaco, dell’assessore alle attivita’ produttive e della commissione
consiliare alle attivita’ produttive promuove il DISTRETTO LATTIERO
CASEARIO.
I nostri amministratori perche’ non promuovono il
DISTRETTO DEL GRANO invitando tutti i soggetti interessati alla filiera
operanti nella Regione Puglia?
Abbiamo chiesto di indicarci un luogo in cui insediare
una porcilai per allevare, macellare e produrre sul territorio la
salsiccia di maiale tagliata a punta di coltello dai nostri maestri
macellai. Nessuna concreta risposta.
Per questo gli operatori agro alimentari del territorio sono disposti ad
investire € 100.000,00 l’anno per raccogliere gli scarti di
lavorazione dei loro laboratori ( oggi spesi per lo smaltimento ecologico
) e integrare l’alimentazione dei porci riducendo i RIFIUTI SOLIDI
URBANI.
Un’altra proposta voglio fare per lo sviluppo della
nostra comuta’.
Quando e’ strato deciso di adottare il Prie in quella
zona ( Dolcecanto compreso ) si e’ chiesto qualcuno cosa si poteva fare
in alternativa su quel territorio?
Evidenzio che sul quel territorio c’e’ un enorme
patrimonio abitativo composto da CASE TIPICHE CONTADINE, finanziate con
soldi pubblici dalla Regione Puglia 50 anni fa’, circondate da un
habitat rurale inconaminato.
Oggi sono abbandonate, hanno tutte la stessa struttura, hanno tutte un
tipico forno a legna, un pollaio e una piccola porcilaia.
Potrebbero essere ristrutturate, messe in rete tramite un consorzio –
condomino, offerte a tour operator per portare centinaia di turisti
interessati alla vita rurale, al nostro ampio cielo azzurro, ai nostri
prodotti tipici e biologici, ai profumi della nostra terra, interessati a
far vedere ai bambini che le galline fanno le uova e non il frigorifero, a
raccogliere gli “ochipinti” i “casorelli” ecc.. Tutte possono
essere stagionalmente fattorie didattiche e scuole di formazione con mini
corsi di cucina o di vita rurale di qualche giorno.
Case che possono ospitare comodamente gruppi composti da una decina di
persone per casa, raccoglierli con un bus dopo il Bed & Breakfast e
portarli in visita presso le citta’ del territorio, portarli a mangiare
in un agriturismo vero, portarli la sera al Borgo Rurale di Dolcecanto per
partecipare a sagre e spettacoli di folklore.
A fine settimana riaccompagnarli all’ aeroporto felici e contenti di
aver trascorso una settimana molto diversa dalle solite vacanze.
Mi ero stupito della nomina da parte del Sindaco ad
assessore alla borgata di Dolcecanto di Nicola Bellini.
Due anni fa quando abbiamo inaugurato l’apertura
della chiesa rurale di Docecanto da poco ristrutturata io ero incaricato
dal comitato dei residenti a portare la loro vece e il ringraziamento a
quanti avevano contribuito alla realizzazione del restauro. In quella
occasione a nome della comunita’ parrocchiale ho espresso dall’altare
parole di apprezzamento per questa amministrazione che per la prima volta
aveva nominato un assessore alla borgata di Dolcecanto presente alla
inaugurazione in prima fila in rappresentanza, credo,
dell’amministrazione comunale.
Mi ero illuso, non si e’ avuto nulla e nel rimpasto
successivo e’ stato cancellato l’assessorato.
Nemmeno nell’estate gravinese si e’ pensato di inserire una
manifestazione sonora presso il Borgo Rurale di Dolcecanto dove a proprie
spese un comitato festa organizza la festa patronale di S. Maria Goretti
finanziando anche il cantante di turno.
Ci bastava avere il gruppo musicale di canti popolari “ U Munacidd ”
tanto sbattuto da una parte all’altra proprio nel mese di settembre.
Questa idea di recupero dell’abita rurale di
Dolcecanto non e’ spendibile se in quella zona collochiamo pali eolici.
Grazie
Michele Capone
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