Gravina In Puglia Informa
Comunicazione e informazione culturale, turistica e di servizio
   
Seconda conferenza cittadina Movimento Civico Gravinese
Sintesi dell’intervento Presidente dell’ASSOTIM

 
  venerdì 19 ottobre 2007

 
Seconda conferenza cittadina organizzata dal Movimento Civico Gravinese, ottobre 2007.

Sintesi dell’intervento del Presidente dell’ASSOciazione Territoriale IMprenditori – CONFCOMMERCIO di Gravina in Puglia, Michele CAPONE.

LAVORO E PRECARIATO: Al sud ed in particolar modo a Gravina, stiamo assistendo ad una vera e propria emorragia di posti di lavoro. Sono tantissime le famiglie che lasciano Gravina per trasferirsi al nord in cerca di fortuna. Cosa sta facendo l’amministrazione comunale per arginare questo triste fenomeno? Quali proposte possiamo fare per creare occupazione e posti di lavoro?

Cosa sta’ facendo l’amministrazione per lo sviluppo economico della citta’ non sta’ a me giudicare ma gli indici di sviluppo di questa citta’ sono ai minimi storici, dati disponibili presso ISTAT e la CCIAA. Assistiamo ad aziende che chiudono per andare altrove, attratte da importanti politiche di attrazione degli investimenti qui non attuate, di conseguenza i dati dell’emigrazione delle famiglie segnano numeri importanti. Dati disponibili presso la direzione dell’ufficio anagrafe del comune di Gravina in Puglia.
Forse stiamo vivendo un periodo di emigrazione superiore a quello che si verifico’ negli anni 60. Per dimostrarlo bisognerebbe fare un lavoro manuale presso l’ufficio anagrafe perche’ l’ automazione dell’ufficio parte solo da circa 10 anni.

Quali proposte possiamo fare per creare occupazione e posti di lavoro?
Per il centro storico ne abbiamo fatta una concreta supportata da molte firme di commercianti, residenti e cittadini comuni.

Altre sono state gia’ discusse nella prima conferenza cittadina, ma se ritenete che sia opportuno approfondire e produrre elaborati grafici piu’ chiari l’associazione territoriale imprenditori e’ a disposizione.

In questo mio intervento invece voglio fare questa considerazione.

700 anni fa i nostri antenati hanno avuto capacita’ commerciali cosi’ importanti tali da insediare una delle prime fiere d’Italia.
Oggi noi non abbiamo nemmeno il piano commerciale e quindi una zona commerciale.

In citta’ vicine si possono aprire concessionarie di auto, di trattori e attrezzature agricole, palazzotti del mobile, bricolandia, maga store ecc.. e qui per mancanza di una zona commerciale possono operare solo piccoli rivenditori collegati ai concessionari come se fossimo un paesino di montagna.

Ma chi va’ alle fiere i rivenditori o i concessionari ?.

Sono i concessionari che su concessione delle case madri che rappresentano hanno fondi per comprare stand, fare promozioni e partecipare a fiere.

Se i concessionari si concentrano su altre citta’ possono 30 concessionari generare una fiera ?.
Certo che si. Vedi la fiera di  Altamura senza strutture e capannoni fieristici e’ giunta alla IV edizione , ma c’e’ anche la fiera di Corato, di Canosa di Puglia, Bisceglie ecc…tutte comunita’ che in passato partecipavano alla Fiera di S. Giorgio di Gravina in Puglia.

Cosa ce ne facciamo noi di bellissimi capannoni se restano vuoti o utilizzati durante l’anno solo per manifestazioni cittadine.
Meglio fare un palazzotto dello sport dove all’interno fai una cosa sana che e’ lo sport e anche le manifestazioni culturali cittadine.
Se non siamo capaci a fare veramente un organizzazione fieristica che produca manifestazioni tutto l’anno con utenza interregionale ci conviene dare una risposta al mondo sportivo che giustamente rivendica spazi per esercitare la loro pregevole attivita’. Facciamo dell’area Fiera un luogo in cui ospitare la “CITTADELLA DELLO SPORT” con 4 palestre, piste e campi di pallacanestro, pallavolo, calcio ecc… cittadella che nel periodo della  Fiera di S. Giorgio sospende le sue attivita’  per qualche giorno e fa’ la Fiera.

Abbandonare gli imprenditori e non riconoscere il loro ruolo economico e sociale e’ stato un grave errore.

A mio modo di vedere gran parte della qualita’ della vita dei cittadini parte dalla ricchezza economica di una citta’, basta analizzare perche’ certe cose non si fanno, la risposta spesso e’ perche’ non ci sono i soldi e questo vale anche per la cultura. Lo sport ecc...

Le opere pubbliche fatte con l’ulteriore indebitamento del bilancio comunale non sono efficaci se non si sviluppa una politica di stimoli all’investimento privato.

Perche’ la piscina comunale non si fa’?.

Perche e’ stata impostata con il meccanismo del project financing. Cioe’ , per dirla in maniera elementare, il comune mette a disposizione  il suolo e il progetto e imprenditori privati realizzano con i loro soldi la struttura a fronte di una gestione decennale o piu’.
La gara e’ andata deserta.
Si e’ chiesto qualcuno perche’ gli imprenditori, gravinesi e non gravinesi, non hanno ritenuto  di investire in questa citta’ malgrado il suolo e il progetto omaggio.?
Evidentemente non siamo credibili, c’e’ poca utenza, si prospetta una ulteriore riduzione della popolazione e del reddito pro capite, non abbiamo presenze significative di enti e imprese medie che garantiscono stipendi direzionali di medio livello, ecc...

Gli imprenditori altrove hanno maggior ascolto dalle amministrazioni e questo genera fiducia in loro tale da rischiare propri capitali per il bene comune come e’ l’utilizzo del project financing per la costruzione di palazzetti dello sport, parcheggi, asili nido, percorsi ferroviari, ospedali, interventi tesi alla valorizzazione del patrimonio culturale pubblico ecc..

Se una comunita’ cresce non sempre dipende dai soldi che ha l’amministrazione comunale, ma dalla politica economica che si puo’ o non si puo’ adottare il quel comune.
Santeramo, Altamura, Ruvo, Corato, … hanno i palazzetti dello sport perche’ secondo me  vivono questo clima di reciproca fiducia tra le parti politiche ed economiche.
Questo consente la presenza di squadre agonistiche dove gli imprenditori le sponsorizzano consentendo una lunga vita allo sport.

Per tornare ai nostri antenati di 700 anni fa’, io dico che per essere noi alla loro altezza dovremmo pensare a progettare e realizzare un MURGIA OUTLET come la struttura del  Molfetta Outlet, come il Baricentro di Casamassima. Chi e’ stato in quei posti puo’ capire quanto piu’ avanti di noi stanno quelle comunita’.

Oggi le fiere, diversamente da come erano concepite 700 anni fa’ sono riempite di importanti acquirenti che si vanno a prendere in aereo dalla Russia, dalla Cina dall’India.
Questi acquirenti hanno il Molfetta Outlet dedicato solo a loro e quel giorno chiuso per tutti. Sono accompagnati da hostess che li affiancano anche negli acquisti.
Poi tornano con due aerei, uno per loro e l’altro pieno di prodotti made in Italy.
Nel frattempo parte della giornata l’hanno trascorsa affollando musei, ristoranti e alberghi lasciando molta moneta fresca che viene da fuori Italia ad arricchire un piccolo lungimirante territorio e portandosi dietro un ricordo bello dei luoghi che prima o poi torneranno a visitare da soli.

Leggevo sul forum lo stupore manifestato da molti per l’estate Altamurana, spero abbiate letto la mia risposta.
Ad Altamura hanno sfruttato uno strumento di finanziamento comunitario che prevede la costituzione di un Gruppo di Azione Locale (GAL ) composto da enti pubblici e privati. Qui con i privati non si colloquia e i GAL non si fanno.
Sono ben € 5.000.000,00 da spendere in marketing territoriale e i concerti, i momenti di aggregazione, le fiere ecc. fanno parte del marketing territoriale.

Ci hanno detto che se il settore imprenditoriale artigiano agro alimentare cittadino non si aggregava in cooperativa o consorzio non avremmo potuto avere sostegno ( non economico)  dall’amministrazione comunale. Noi abbiamo costituito il Consorzio Operatori Agro alimentare della Murgia e siamo stati abbandonati malgrado ogni giorno entrano nuovi soci, eravamo 8 siamo diventati 19 in 18 mesi.

Auspicavamo supporto da questa amministrazione, ma lo abbiamo da altre in cui risiedono alcuni nostri partner o soci che con noi mettono in piedi DISTRETTI INDUSTRIALI voluti e programmati dall’ assessorato alle attivita’ produttive della Regione Puglia.

Il piccolo comune di Gioia del Colle nella persona del Sindaco, dell’assessore alle attivita’ produttive e della commissione consiliare alle attivita’ produttive promuove il DISTRETTO LATTIERO CASEARIO.

I nostri amministratori perche’ non promuovono il DISTRETTO DEL GRANO invitando tutti i soggetti interessati alla filiera operanti nella Regione Puglia?

Abbiamo chiesto di indicarci un luogo in cui insediare una porcilai per allevare, macellare e produrre sul territorio la salsiccia di maiale tagliata a punta di coltello dai nostri maestri macellai. Nessuna concreta risposta.
Per questo gli operatori agro alimentari del territorio sono disposti ad investire € 100.000,00 l’anno per raccogliere gli scarti di lavorazione dei loro laboratori ( oggi spesi per lo smaltimento ecologico ) e integrare l’alimentazione dei porci riducendo i RIFIUTI SOLIDI URBANI.

Un’altra proposta voglio fare per lo sviluppo della nostra comuta’.

Quando e’ strato deciso di adottare il Prie in quella zona ( Dolcecanto compreso ) si e’ chiesto qualcuno cosa si poteva fare in alternativa su quel territorio?

Evidenzio che sul quel territorio c’e’ un enorme patrimonio abitativo composto da CASE TIPICHE CONTADINE, finanziate con soldi pubblici dalla Regione Puglia 50 anni fa’, circondate da un habitat rurale inconaminato.
Oggi sono abbandonate, hanno tutte la stessa struttura, hanno tutte un tipico forno a legna, un pollaio e una piccola porcilaia.
Potrebbero essere ristrutturate, messe in rete tramite un consorzio – condomino, offerte a tour operator per portare centinaia di turisti interessati alla vita rurale, al nostro ampio cielo azzurro, ai nostri prodotti tipici e biologici, ai profumi della nostra terra, interessati a far vedere ai bambini che le galline fanno le uova e non il frigorifero, a raccogliere gli “ochipinti” i “casorelli” ecc.. Tutte possono essere stagionalmente fattorie didattiche e scuole di formazione con mini corsi di cucina o di vita rurale di qualche giorno.
Case che possono ospitare comodamente gruppi composti da una decina di persone per casa, raccoglierli con un bus dopo il Bed & Breakfast e portarli in visita presso le citta’ del territorio, portarli a mangiare in un agriturismo vero, portarli la sera al Borgo Rurale di Dolcecanto per partecipare a sagre e spettacoli di folklore.
A fine settimana riaccompagnarli all’ aeroporto felici e contenti di aver trascorso una settimana molto diversa dalle solite vacanze.

Mi ero stupito della nomina da parte del Sindaco ad assessore alla borgata di Dolcecanto di Nicola Bellini.

Due anni fa quando abbiamo inaugurato l’apertura della chiesa rurale di Docecanto da poco ristrutturata io ero incaricato dal comitato dei residenti a portare la loro vece e il ringraziamento a quanti avevano contribuito alla realizzazione del restauro. In quella occasione a nome della comunita’ parrocchiale ho espresso dall’altare parole di apprezzamento per questa amministrazione che per la prima volta aveva nominato un assessore alla borgata di Dolcecanto presente alla inaugurazione in prima fila in rappresentanza, credo, dell’amministrazione comunale.

Mi ero illuso, non si e’ avuto nulla e nel rimpasto successivo e’ stato cancellato l’assessorato.
Nemmeno nell’estate gravinese si e’ pensato di inserire una manifestazione sonora presso il Borgo Rurale di Dolcecanto dove a proprie spese un comitato festa organizza la festa patronale di S. Maria Goretti finanziando anche il cantante di turno.
Ci bastava avere il gruppo musicale di canti popolari “ U Munacidd ” tanto sbattuto da una parte all’altra proprio nel mese di settembre.

Questa idea di recupero dell’abita rurale di Dolcecanto non e’ spendibile se in quella zona collochiamo pali eolici.

Grazie
Michele Capone